Toscana, un contributo per i caregiver che assistono un familiare disabile o non autosufficiente

I/le caregiver familiari di persone in condizione di disabilità gravissima, o che non hanno avuto accesso alle strutture residenziali a causa delle disposizioni normative legate alla pandemia, potranno ricevere un assegno mensile di cura di 400 euro. Lo ha stabilito, con una propria Delibera, la Regione Toscana. Per la misura è previsto uno stanziamento di 4 milioni 782mila euro volto a coprire le annualità 2021 e 2022.

Con la Delibera della Giunta Regionale dell’8 marzo 2021 n.212, e relativi Allegato A (contenente le Linee di indirizzo) e Allegato B (con la tabella delle risorse), la Regione Toscana ha stanziato un contributo di 4 milioni 782mila euro finalizzato a supportare i caregiver familiari, ovvero coloro che si prendono cura e assistono un loro congiunto malato, disabile, o non autosufficiente. La misura, che prevede l’erogazione di assegni mensili di cura di 400 euro, è destinata prioritariamente ai familiari di persone in condizione di disabilità gravissima, o che non hanno avuto accesso alle strutture residenziali a causa delle disposizioni normative legate alla pandemia, o, ancora, a programmi di accompagnamento finalizzati alla deistituzionalizzazione e al ricongiungimento del/la caregiver con la persona assistita. Lo scopo è quello di sostenere le funzioni di cura della persona che si assume in proprio l’onere dell’assistenza.

In specifico, la somma stanziata è attinta dal Fondo nazionale per il sostegno del ruolo di cura e assistenza del caregiver familiare, ed è volta a coprire le annualità 2021 e 2022.

È possibile accedere al contributo presentando una richiesta di presa in carico e valutazione presso gli appositi punti di accesso ai servizi sociosanitari territoriali. La richiesta sarà esaminata da un’apposita equipe che assegnerà il contributo di cura facendo riferimento alle condizioni cliniche ed i bisogni della persona con disabilità o non autosufficiente, nonché il livello di carico assistenziale/stress del caregiver familiare. Il contributo non è sostitutivo o compensativo, bensì aggiuntivo e complementare agli accessi a domicilio di personale sanitario (medici specialisti, terapisti, infermieri, OSS), ed è compatibile con altri contributi economici o servizi erogati con le medesime finalità di sostegno alla permanenza al domicilio della persona con disabilità o non autosufficienza, compresa la frequenza di un centro diurno.

In aggiunta alla misura economica, per familiari il cui carico di cura stia risultando troppo gravoso, è prevista l’attivazione di un servizio regionale di supporto psicologico telefonico, erogato tramite il Centro di Ascolto Regionale. Il Centro permette anche una eventuale attivazione dei servizi territoriali e fornisce informazioni circa i servizi di supporto offerti da AIMA (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer) attraverso il Portale AIMA Comunica (quali ad esempio il servizio Liberi di muoversi e il Sistema GPS Alzheimer). (Simona Lancioni)